Lettera aperta di fine anno

Cara Collega, Caro Collega,

come stai? Sopravvissuto/a agli scrutini?
Dai che manca poco, un ultimo sforzo.

E a proposito di sforzi e di scrutini.

Sono sicura che c’è, lì da qualche parte. In mezzo all’elenco, o proprio all’inizio. Ha una bella fila di 8 e 9, 10 in condotta perché a lui/lei non puoi non darlo. Sei proprio contento dei suoi risultati, sei orgoglioso come se li avessi presi tu, quei voti, e hai ragione, un po’ è anche merito tuo, tra quelle materie c’è la tua e il risultato dipende anche dai tuoi sforzi come professore.
Lui/lei è un santo, una coccola, quello che ti fa svegliare e pensare “forse nemmeno oggi libero un’orda di ratti pestiferi in 4^G”. Lui ti segue, lui fa i compiti, lui le insufficienze non le prende nemmeno se è venuto a scuola con la febbre. Lui ti saluta, ti guarda adorante anche se gli stai spiegando quelle maledette palline su piani inclinati che nelle verifiche (tranne la sua) risaliranno con caparbietà mai vista qualsiasi piano comunque inclinato. Lui, magari, è pure capace di ringraziarti, di dirti che gli hai aperto un mondo e che all’università farà proprio il tuo corso di studi.

Poi c’è LUI (o LEI, che forse è ancora peggio).
Uh, LUI.
LUI è quello che ti strapperebbe gli schiaffi dalle mani, se non ti ricordassi che il MIUR ha preferito inserire la LIM come materiale didattico e non il lanciafiamme e/o la catapulta a fuoco che tu a gran voce hai implorato ogni santo PTOF, ma niente, #maiunagioia, come dicono i tuoi alunni.
LUI è quello per cui hai resuscitato ogni pantheon conosciuto o meno, dei ai quali l’ultimo sacrificio è stato celebrato tre millenni or sono, perché sai mai che si commuovano alla vista di un fedele tanto devoto, perché la mattina non te lo trovassi in classe.
LUI è rompiballe, è maleducato, è noioso. Non combina mai niente nemmeno per sbaglio e, peggio ancora, a volte appartiene pure alla categoria di quelli intelligenti ma che hanno 4,5 di media perché “cheppalle, oh, prof.”.

E io lo so.
Lo so che vorresti strozzarlo ogni santo giorno, che all’ennesimo impreparato ti chiedi cos’ha di sbagliato il mondo, la vita l’universo e tutto quanto e perché a Hogwarts il tuo curriculum è stato usato per far imparare Trasfigurazione a quelli del primo anno o per accendere il camino.
Lo so che LUI usa la testa solo per aprire le noci e poco più.

Però è lì.
Però è lì e ti devi chiedere se qualcuno l’ha mai guardato, quel figliolo. Se qualcuno gli ha mai chiesto “Cosa ti piace fare?” o “Cosa ne pensi di…?” e poi è rimasto ad ascoltare la risposta. Se qualcuno gli ha mai preso un libro in mano per leggergli una storia, se gli ha mai spiegato qualcosa in termini a lui comprensibili. Se qualcuno gli ha mai fatto vedere quanto siano belle le montagne e come si contano le stelle, quanto ritmo c’è nelle poesie e quanto gli scrittori di secoli fa ci assomigliano. Quanto fuoco c’era in chi ha combattuto guerre di liberazione, quanta magia nel moto dei pianeti e nelle piante che crescono, quanto stupore nel chiedersi da dove siamo venuti, quanta fatica nel darsi leggi.

Chiediti se qualcosa lo commuove, chiediti se qualcosa lo entusiasma, chiediti se c’è modo di farlo sentire importante cinque minuti nella sua vita, se puoi digli bravo almeno una volta.

Non puoi farlo da solo, perché ne hai altri 25 a cui badare. Allora datti tempo, turni, strategie, chiedi aiuto ai tuoi colleghi, ma fallo.

Poi ci torni, da quello bravo, ci torni perché anche tu hai diritto a stare con uno che ti segue senza dovergli fare uno schema ogni tre righe.
Ma guardalo, LUI. Gli basta poco, davvero. Gli basta che ci si renda conto che LUI c’è anche quando non fa casino, anche quando non è un problema, anche quando non prende 3.

Poi oh, magari lo bocci con la media del 3,5, chi dice niente.
Però ci hai provato, te lo sei tenuto accanto, non l’hai fatto andare via. E quando LUI ti prenderà 6, magari una volta nella sua scellerata carriera scolastica, tu guarderai quel 6, agli scrutini, e varrà mille volte di più della riga del coccolo.

Buona fine dell’anno, Collega.
Ci vediamo a Settembre, LUI sarà lì ad aspettarci al varco.

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