Aggiornamenti sociali

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Ci siamo.
Partire partirò partir bisogna.
E sinceramente ho una fifa blu. Un po’ come movieverse!Sam quando si blocca in mezzo ai campi di grano e dice “Se faccio un altro passo sarò lontano da casa come non lo sono mai stato.”
Bien, meno 15 giorni. Il 27 farò le valigie e me ne andrò da Brother, lassù a Spalding, per un paio di mesi. Poi torno, a dicembre, e poi di nuovo via, stavolta vicino a Londra, nell’ameno suburb di Gerrards Cross (che tutte le volte che leggo questo nome penso a Steven e al Liverpool e rido).

Che poi, non sono per niente legittimata ad avere fifa. I mean, sto andando da mio fratello e andrò poi nel “most desirable piace to live in England”, a quanto pare, stando alle parole della saggia Wiki. E mi vengono in mente almeno quindicimila persone che vorrebbero essere al mio posto.
Still, niente. Ansia.
Che poi x2, uno a 25 anni dovrebbe prendere e andarci di corsa, fuori di casa.

[Facciamo una parentesi sui 25 anni, plz *risata isterica* Un quarto di secolo. No, sinceramente, non sono pronta. “Chiamami ancora adulto e ti scanno come un maiale”, cit.]

Sta di fatto che mi sono fatta forza (o violenza) e mi ci sono scaraventata da sola, fuori di casa. Op, Vita Vera here we come. E, vedi parentesi quadra, non sono affatto pronta. Ma, d’altra parte, o ora o mai più. Se non ora, quando.

[Seconda parentesi quadra: il Se non ora quando sta diventando la frase must della mia vita, ultimamente. Che, se lo chiedete a me, è un ottimo modo per decidersi su un sacco di cose. Anche perché quote gemella è “O ora o mai più”, appunto. Il che ha un sapore vagamente apocalittico, ma per le persone culopese, pigre ed eternamente terrorizzate dal mondo come me ha dell’utile.]
[La seconda frase è Barbuto WTF; la capirà solo Andre, ma dovevo quotarla per forza.]

Per dimostrare che non sono una persona del tutto triste, ho fatto un elenco di cose positive, e precisamente:
1. Abbandonerò per qualche tempo questo Paese di ciulandari. Aha, mi disinteresserò dei guai patri per un po’. 8 mesi da fedele suddita della Regina (pro nomine e non de facto. I don’t caaaare.), la bellezza. Niente più Nano Orrido, niente più Corte dei Balenghi, niente di niente. Non mi lamenterò più per 8 mesi *_* (anche perché, come dice Internazionale, il diritto di lamentarsi ce l’ha solo chi resta e non chi va.)
2. Me ne vado. Il che prevede un viaggio. E dato che la Francigena ha categoricamente cambiato il mio modo di vedere le cose, i viaggi e i cammini metaforici o meno, nutro la ragionevole speranza che questi mesi mi facciano bene. L’ottica del cammino è tutto quello che mi salva, ultimamente, e non c’è ragione per credere che non mi salvi ancora.
3. Avrò tempo. Un sacco di tempo. Per cui, in Inghilterra mi seguiranno violino, matita e colori e La Divina Commedia. E svariati libri da leggere. Un sacco di progetti che ho sempre dovuto accantonare per motivi di tempo. (Dopodiché Nipoti prima e Pargoli dopo mi fregheranno tutto il tempo che pensavo di avere, ma lasciatemi nelle mie chimere ancora per un po’.)
4. Continuo a ripetermi quello che diceva il mio adorato Renzo Piano: “I giovani devono andarsene. Per conoscere, studiare, viaggiare. Poi devono tornare.” Per cui torno, state sereni. L’emigrante non è mai stata la mia prima aspirazione.
5. Last but not least, ho un What if che mi ronza ancora intorno, un forse!nuovosogno, una forse!nuovastoria. E l’Inghilterra è l’occasione per mettere un po’ d’ordine anche in questo pensiero. Chissà. *incrocia le dita e tutto l’incrociabile*

Au revoir, dunque.
E, per essere ancora un po’ più apocalittici, ecco qui.

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4 risposte a Aggiornamenti sociali

  1. nuvolabarocca ha detto:

    Non potevo non citarti l’abusatissimo Kavafis, e l’abusatissima Itaca: “Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos’altro ti aspetti?” (e magari della tua partenza ci vediamo?)

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