Messer lo frate Sole

Ecco spiegato il motivo del ritardo dopo la fumata bianca...

Ecco spiegato il motivo del ritardo dopo la fumata bianca…

«Possa Dio perdonarvi per quello che avete fatto!»
[Papa Francesco, durante la cena coi cardinali, 13 marzo 2013.]

Annuntio vobis gaudium magnum: habemus papam!
– NondireAngelusnondireAngelusnondireAngelus-
Eminentissimum ac reverendissimum dominum…
– NondireAngelusnondireAngelusnondireAngelus… E soprattutto qualcuno stia dietro a quel pover’uomo che tra un minuto mi sviene.
Dominum Georgium Marium…
– …….chi?
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio!
– …………..?
Qui sibi nomen imposuit… FRANCISCUM!

A quel punto sono quasi caduta dalla sedia.
Un’ora prima, all’annuncio della fumata bianca, avevo commentato su fb qualcosa come “Io tifo per O’ Malley. Francesco I, sai che figata?”. Ma da qui ad aspettarmi che davvero ci sarebbe stato un papa col nome di Santo Francesco, mai nella vita.

Di papa Francesco se ne sono già dette di ogni (e a tal proposito, se fossi una persona santa riderei della gente che sta dicendo ogni genere di scempiaggini sul nuovo pontefice, tutte rigorosamente senza fonte; io non sono una persona santa, mi farei volentieri venire la bile, ma mi limiterò a linkare questo articolo, che dice tutto).

Io non voglio entrare nel merito delle sterili polemiche né nulla. Vorrei solo far notare un paio di cose di questo nuovo papa.

1. Quando si è affacciato da San Pietro, non portava né mantella rossa né croce d’oro e appena finita la benedizione si è tolto la stola;
2. quando è andato a cena con i cardinali, è salito sul pullman e non sull’auto privata;
3. quando è stato eletto è corso dai cardinali costretti sulla sedia a rotelle;
4. ha pagato il conto della sua stanza dove aveva alloggiato per il conclave;
5. si è chiamato Francesco, come quel Francesco, quel pazzoide di Assisi che ha ribaltato un mondo su un paio di sandali;
6. non si è mai riferito a se stesso come “pontefice” o “papa”, ma sempre e solo come “vescovo”.

Io aspettavo da tempo un papa del genere. Umile, essenziale, povero, concreto, deciso: Francesco.
Non so se sarò smentita o se il nuovo pontefice continuerà ad essere come in queste 24h: di certo, le premesse sono le migliori.

Una cosa más.
Mi piace ricordare tre cose, dei primi minuti di papa Francesco.
La prima: lo sguardo lucido e commosso di papà durante il saluto e tutti i successivi servizi del tiggì sul papa. È come se avesse aspettato tanti anni il ritorno del Papa Buono: ed eccolo di nuovo.
La seconda: mi Val, la mia Vale, compagna educatrice, che ci è corsa incontro ieri sera esultante, e il successivo abbraccio. L’entusiasmo, la speranza, la francescana letizia.
La terza: il Padre Nostro recitato insieme. È la prima preghiera, l’invocazione immediata e spontanea che chiunque l’abbia imparata da bambino si ricorda. È la preghiera dell’oratorio, la preghiera dei campi di lavoro, di ogni incontro, di ogni momento insieme. È la preghiera dei fratelli.

Vai avanti così, Francesco. Ripara la mia Casa che è in rovina.
Buon cammino, Messer lo frate Sole.

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5 risposte a Messer lo frate Sole

  1. Lucia ha detto:

    Commento lucido e ponderato, sono d’accordo con tutto ciò che hai espresso 😉

  2. Nerone ha detto:

    Ciao,
    purtroppo non mi trovo d’accordo con te.
    Quelli che sottolinei sono gli aspetti sentimentali di una tradizione che ormai ha ben poco da offrire. Bisogna comprendere che senza la povertà spirituale (vedi: http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/alfaqr.htm) non è nemmeno concepibile una reale povertà materiale. Inoltre l’abolizione dei simboli è, per la Tradizione Sacra (Sophia Perennis), una cosa che la degrada poichè vengono tolti agli esseri i supporti atti a trascendere la loro individualità e a realizzare la Perfezione. Anzi ti consiglio un libro scritto da un grande Maestro e Santo (nel senso iniziatico del termine) ovvero Meister Eckhart – Dell’uomo Nobile. Anche Mastro Dante alla fine ben spiega quale sia la differenza tra salvezza e Liberazione Suprema e quale sia il cammino TUTTO iniziatico che l’individuo può seguire (secondo le sue qualificazioni) al fine di volger il disio e ‘l velle ad Amor che move il Sole e l’altre stelle.
    Se cosi non fosse (e non è, lo dicono i Santi d’Iddio mica il sottoscritto) il “Regno di Dio” assomiglierebbe alle fantasie di Martini e dei suoi seguaci radical chic, i quali pensano che Gesù, il Cristo, fosse il primo dei comunisti (purtroppo ho avuto la sfortuna di sentirlo con le mie orecchie)…da cui tutta una serie di corollari per i quali la Chiesa deve essere povera (ma in spirito – e da qui come sopra). Non ti nascondo che tutto ciò mi rattrista e mi getta nella grande nostalgia di poter tornare, forse, per Grazia DIvina, alla Casa del Padre, dove tutto è Lui, Amore…

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