Di cavalier serventi

[Io taggavo il miei articoli, eh. C’era un tempo che Berta filava e io taggavo i miei articoli. Poi mi sono un po’ persa. Però questo lo taggo a beneplacito della Juls, #stupidimaschi è suo copyright.]

Dunque.
Partiamo dalla gente scema, così ci togliamo il pensiero.

L’altro giorno scendevo dalla simpatica discesa che dalla scuola dove ogni santa mattina bado ai pargoli della prescuola porta alla Rotonda Del Male.

Codesta rotonda, se presa dall’entrata di cui sopra, offre il beneplacito di:
– una provinciale che di colpo si incanala nel paesello, con gran gioia di chi crede che la statale continui senza finire nella steppa, per dire, e
– una fila di auto che si tuffa nella suddetta rotonda congestionando il traffico E
– due strade su cui dare precedenza.

Quindi, se devi dare la precedenza, che fai? Dai la precedenza, ovviamente. Non è che ci sia molto da fare. Stai buono, aspetti, poi ti immetti quando non hai più precedenze da dare.
Ora, martedì mi metto buona buona ad aspettare.
Passano qualcosa come 20 secondi (giuro) e la gente dietro di me comincia a strombazzare. E pazienza, c’è gente scema, che ci vuoi fare… Certo che se la densità del traffico è 5 macchine al secondo, capisci bene, amico mio, che io più di attendere il mio turno non posso fare.

In tutto ciò arriva lui, il Cavalier Servente.
Visto il cavalierato e il Q.I., son pronta a giurare si chiamasse Silvio.
Ma tant’è. Che fa, il prode C.S.?
Mi supera, si butta nella rotonda a caso, passa un secondo eterno in cui io prego tutti i santi che il tizio che stava per arrivare nella rotonda freni, Tizio grazie a Dio e a tutti i cori celesti capisce la puttanata geniale manovra che C.S. sta per fare e frena.
C.S. si volta verso di me e mi fa cenno di andare.

Ora.

Caro C.S.. Amico mio.
Sono commossa dal tuo buon cuore, ma:
1. Vedi, ho la patente. Ho un’auto in buone condizioni, ho ancora tutti i punti. Ciò ti dovrebbe far ponderare che so guidare almeno decentemente.
2. Vedi, stanno arrivano 5 macchine al secondo e oh, c’è il segno di precedenza. Ti ricordi? Vuol dire che devi fermarti e aspettare. Non fare coglionate manovre azzardate come quella che hai fatto, richiando la vita tu, un infarto io e una fiancata rifatta Tizio.
3. Vedi, se mi fermo, evidentemente un motivo C’È. Non è che mi diverto, io, a star ferma alle rotonde.
4. Che problemi hai?! No, really? Quei trenta secondi ti erano proprio necessari? Perdevi il lavoro, il gas era stato dimenticato aperto, ti moriva il gatto? La risposta è no, ciccio. Quindi stai dietro, buono e aspetta.

Tutto ciò per dire: se proprio dovete fare i cavalieri, oh uomini, tenetemi la porta aperta, aiutatemi a portare pesi, cedetemi il passo, magari (non alle rotonde, eh.), ma NON fate i Rambo. Che tanto non attacca.

Punto secondo, Il Tizio.
Non il poveretto di prima, Il Tizio con la I, la T e altre svariate cose maiuscole.
Insomma, il giovanotto che io e la mia migliore amica abbiamo incontrato a Milano settimana scorsa.
Intanto non era umano, IMHO. Aveva qualche chiara discendenza elfica. Più prosaicamente, era un Figo Da Paura (con le maiuscole anche qui).
C’è una semplice strategia per convincervi che Tizio era effettivamente degno di attenzione nel raggio di diecimila miglia: io e M.A., note per non essere MAI e poi MAI d’accordo sul grado di piacevolezza estetica di chicchessia, ci siamo interrotte nel nostro cicalare, fissando con sguardo da triglia Il Tizio, riprendendo a respirare più o meno quando I.T. è giunto dalla parte opposta di Milano.
Tutto ciò per dire ARGH.
Perché, se l’è magra, Il Tizio era:
– sposato;
– tenacemente fidanzato;
– gay;
– squilibrato mentalmente;
– una combo dei succitati.
Li ho passati tutti, continuo a passarti tutti, quindi non vedo perché con I.T. dovrebbe essere diverso.

Ma se lo fosse stato? Diverso, dico.
Se lo fosse stato, ciccia comunque. Io ho dei seri problemi a relazionarmi con la gente a posto. O sei un pazzo o non riesco ad attirare la tua attenzione, it is known. Oppure, certo, sei una persona splendida, ma né io né tu siamo intenzionati a convolare a giuste nozze (o una cosa qualsiasi che rientri nel corollario, ecco.)
Anche perché, uno cosa fa?
Atterra Il Tizio e se lo porta dietro, stile vignetta preistorica?
Improvvisa un malore e gli sviene tra le braccia (cosa realmente consigliata da Madre e peraltro dal buon esito, nel documentato 80% dei casi. Il punto è il tempismo -e il fatto che, con la jella primordiale che mi ammanta, se avessi fatto finta di essere svenuta, I.T. non si sarebbe accorto di nulla e mi avrebbe lasciato alle amorose cure di una sessantenne milanese)?
Ferma Il Tizio e gli dice “Ehi, sei carino!”, salvo poi far dubitare lui e mezza Milano della tua sanità mentale?

Non so, suggerite.
O trovatemi un marito.
O diffondete questo articolo nella beata speranza che Il Tizio si ricordi di me.

[Il Tizio, se tu mai leggessi questo articolo: eri bello come Renly Baratheon, avevi pure gli occhi verdi, credo, e ti aggiravi nei pressi di Cordusio, diretto verso Duomo, avvolto in un cappotto marrone.]

P.S.: a proposito di uomini fascinosi: auguri, Ale, sempre che in Australia tu abbia già compiuto gli anni! *coccola Alex disperso oltreoceano assieme alla Juve tutta*

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4 risposte a Di cavalier serventi

  1. nuvolabarocca ha detto:

    oooh (aria soddisfatta), ma lo sai che è da quando mi avevi detto che stavi programmando un post su un “Mr Darcy” che continuo a controllare ossessivamente il tuo blog? 😀

    Peccato non averci parlato (io comunque sono una frana in queste cose)… ma speriamo comunque che non sia TROPPO simile a Renly XD

    Sugli stupidimaschi invece non ho niente da dire. Cioè, sì, ce ne sarebbe, ma poi si montano la testa pensando di essere un soggetto di conversazione.

    • agnehalf ha detto:

      Già.

      E no, spero bene per lui che non sia troppo Renly.
      Dici che devo venire a Lucca l’anno prossimo, travestita da Margaeryn Tyrell (tu eri qualche cosa di adorabile, comunque)?

      *spuccia la Juls*

      • nuvolabarocca ha detto:

        ahah, perché no? (grazie per i complimenti! Ma poi io arrossisco).
        Su Renly: ti dico solo che a un certo punto ho partecipato a una specie di “caccia al personaggio”: dovevi trovare un tot di personaggi di GoT (i cosplayer ufficiali), in premio c’era il cofanetto della prima serie (ovviamente io e la mia amica abbiamo perso). Comunque, pare che qualcuno si sia avvicinato a “Renly” chiedendogli se era non so più chi, e la sua risposta è stata: “Ma noooo! Io sono quello favolosoooo” XD

      • agnehalf ha detto:

        Ma LOL, io l’avrei sposato all’istante xD
        (I complimenti per te non saranno mai abbastanza, cherie! *scuoricineggia*)

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