Considerazioni da post-campo.

Castelvetrano, 2-9 agosto 2012.

Ero appena tornata a casa.
Stavo mettendomi in pigiama e intanto pensavo a cosa avrei potuto scrivere sulla settimana di campo, quando mi è caduto l’occhio sulla mia gamba destra, martoriata da ogni genere di graffio.
E finalmente ho l’illuminazione che mi serviva.

Questo campo è il campo dei segni.

I segni sono quelli lasciati dai rami e dai rovi. Nell’oliveto confiscato alla mafia ci sono alberi bruciati dalla rabbia cieca di chi pensa di vendicarsi e di spaventare; ma ci sono mani pazienti che tagliano, trasportano, risistemano.
Ogni metro c’è un sorriso, c’è Leonardo che manovra la motosega e dirige i lavori, c’è Piero con il furgone, Francesco che fa foto e filmati, c’è un ramo verde e un’oliva che fa capolino tra i rami. C’è rinascita e c’è una speranza.

I segni sono testimonianze. Sono racconti di vita che resiste e combatte. Sono volti e sono mani da stringere. Sono persone che hanno avuto paura e hanno scelto il coraggio. Sono storie da segnarsi e da ripetere. C’è tanto dolore e sconforto, ma anche tanta luce. C’è chi ti dice “è possibile.”

I segni sono le linee tracciate tra di noi. Tu ascolti, guardi e dici grazie e c’è chi dice grazie a te, che ti chiedi “perché, cos’ho fatto?”; poi ci sono quegli sguardi che ti fanno capire che se se si sta insieme – e Libera ne è testimone glorioso – anche l’onnipotente e misteriosa mafia si può sconfiggere. E ti senti al posto giusto, “dalla parte giusta della vita.”

I segni sono quelli che si usano per formare parole e nomi. I nomi delle imprese che non pagano il pizzo, i nomi delle persone che incontri, delle vie in cui passi, delle città in cui entri. La Sicilia è una terra promessa, che tra sole e mare ti indica una strada, quella verso la libertà. “Io ora posso tenere la testa alta e andare dove voglio”: se l’antimafia è una parola che all’inizio fa paura ora è un patto da stringere, un progetto da portare avanti; è quello per cui hai lottato e per cui “ora posso guardare mia figlia negli occhi ed essere fiero delle scelte che ho fatto, perché le ho fatte per lei.”

I segni sono quelli dati. I segni sono esempi. Quelli che abbiamo trovato, quelli che abbiamo dato. La prova che un altro mondo è possibile.

I segni sono linee di un disegno, che altri, assieme e dopo di noi, continueranno e arricchiranno di racconti e particolari.
I segni sono quelli che ci sono rimasti nell’anima e negli occhi. I segni sono sogni realizzati.

 

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Una risposta a Considerazioni da post-campo.

  1. Marina ha detto:

    Il campo dei segni…
    Sono i segni che esperienze come la tua, raccontata così, lasciano su ognuno di noi…
    Il segno che, forse, non tutto è perduto finchè ci sono persone come voi…
    Grazie e un bacio 🙂

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