Unimi, atto quarto.

Lo so, è agosto e nessuno ha voglia di sentir parlare di università. Però mi sono appena accorta di non aver fatto il mio solito summary dell’anno trascorso.

Anno che è iniziato discretamente da schifo, devo dire, per tutta una serie di motivi (tra cui la mia imbecillità) che non è il caso di elencare qui.
Poi ho fatto retromarcia, un bel sospirone e via, dopo qualche buca abbiamo ricominciato.
Per cui, ora i soliti grazie (che sembrano triti, ritriti, magari ruffiani e scontati, ma non lo sono).

Grazie ai Professori che hanno avuto la (s)fortuna di avermi tra i piedi.
Grazie a Franzi, la solita conferma. Spiace solo che non è più il nostro preside di facoltà. Grazie per le risposte a domande che non c’entravano nulla con la lezione, grazie per l’esame, grazie per le parole, gli sguardi, le rassicurazioni, l’entusiasmo.
Grazie al mio relatore. Deve sopportarmi solo un altro anno, su.
Grazie all’assistente della Professoressa Cordano, per non avermi scorticato dopo il mio esame di storia greca.
Grazie al mitico Sandro, per non avermi buttato fuori dal corso nonostante la mia manifesta incapacità di capire alcunché di S4, S5, L, Q, accessibilità, mondi assurdi etc. Grazie per l’esame che ha risollevato la mia autostima in maniera esponenziale. Grazie per i compiti, causa prima di esilaranti commenti su fb: “Oh, ma… se io non vengo Gianni viene alla festa? E la prima derivazione ti viene? A me era venuta, ma poi mi sono accorta che eravamo in S4 e quindi nulla…”
Grazie al povero Canziani, che ha avuto (e continuerà ad avere) una pazienza immane.
Grazie a Valore, nonostante se ne vada in America.
Grazie a Vigorelli che mi controlla a distanza in compagnia di Antonio Gramsci.

Grazie ai miei compagni, nuovi e ritrovati.
Grazie soprattutto ai compagni di Sandro, in primis alla Cri (senza di te non sarei mai, mai, mai sopravvissuta a quel corso!!) e alla triade dei saggi.
Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato durante il corso di filosofia contemporanea (chi ha orecchie per intendere intenda!!).
Grazie ai millemila che mi hanno invitato alla loro laurea.
Grazie ai compagni di SU.
Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini nonostante io sia una rompiballe estrema, nonostante non mi andasse mai bene nulla, nonostante i miei ripetuti tentativi di rovinarmi la vita da sola.
Grazie a tutti coloro che non vedrò più in dipa o in uni per il tempo che hanno voluto trascorrere con me.
Un vago grazie anche all’uomo-danno. LUI sa che sto parlando di lui. Sì, proprio tu.
E grazie alla Lottie, ovviamente.

D’accordo, anche basta. Sto diventando malinconica e stucchevole e ciò è male.
Grazie, Università degli Studi di Milano.

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