Occhio per occhio e il mondo diventa cieco.

 

La notizia del giorno è: l’assessore del comune di Padova Vittorio Aliprandi è stato assalito da quattro sconosciuti armati di catene.

Ora, per chi non sapesse che tipo di persona è Aliprandi, vi dico solo che è uno che è riuscito a proporre di far fuori i rom prima che si riproducessero e di sopprimere i bimbi -sempre rom- perché animaletti infestanti.
Una personcina ammodo, quindi.

Io sono una persona di larghe vedute, davvero. Ci sono molte persone che non mi piacciono ma mi sforzo di essere civile con tutti.
Aliprandi è una persona che non sopporto. Mi si può toccare tutto, ma quando mi si toccano i bambini vorrei solo prendere per il collo il maiale di turno e sgozzarlo.

Vorrei. Ma non lo faccio. Piuttosto lo prendo a male parole e se lo incontro per strada cambio direzione.

Perché?

Perché non ammazzare queste categorie di persone? Perché non applaudire a chi si arma di catene e spranghe e va a mazzuolare il degenerato di turno?

La risposta è semplice, tanto semplice quanto tremendamente difficile è la sua attuazione: Aliprandi è un mio simile e un mio conterraneo. Mio simile, e quindi sottoposto ai diritti e ai doveri dell’uomo. Mio conterraneo, e quindi parte di quel patto sociale che è l’Italia. Entrambe le leggi mi impediscono di farmi giustizia da sola.

Chiunque si faccia giustizia da solo rischia di cadere nell’errore della sproporzione e della vendetta. Occhio per occhio e il mondo diventa cieco, diceva un Grande, tanto tempo fa.

Ora, senza volere essere bigotti: una cosa che mi piace tanto tanto della mia religione è il fatto che Gesù si è trasformato in una belva e ha ribaltato i mercanti del tempio, ma poi si è immolato per la salvezza di tutti.

Giustizia e perdono.

Chiunque sia dotato di un po’ di senno converrà con me che persona detestabile sia Aliprandi, ma converrà anche che appena una persona come lui esprime le sue aberranti idee debba essere giudicato da un tribunale e venire punito in maniera utile e rieducativa.
Solo gli animali, che non sono dotati di ragione, vengono frustati per punizione. Ma anche gli animali imparano con la pazienza e la dolcezza.

Ora, qual è il punto?
Il punto è che stiamo allevando generazioni di cretini convinti che i problemi si risolvano con la violenza.

Nessuno, nemmeno Aliprandi, si merita la sommaria giustizia di quattro ragazzotti armati di catene. Nessuno.

Non vi nascondo la mia paura di abitare in uno Stato che conduca la gente a questo punto: uno Stato dove si respira la violenza e il disprezzo, dove anche le persone migliori -dove anch’io, sì, anch’io!- accarezzano l’idea di spodestare il despota uccidendolo, piuttosto che riconquistare la dignità passo per passo, educando i giovani e unendosi contro l’ingiusto.

Siamo ancora in tempo per cambiare. Siamo ancora in tempo per dire no alla violenza, alla sopraffazione, alla perdita di dignità e di solidarietà, all’egoismo, all’indifferenza.

So, could we start again, please?

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6 risposte a Occhio per occhio e il mondo diventa cieco.

  1. eh eh...sorpresa!! ha detto:

    …ma la reazione cristiana non può limitarsi a trattenerci dalla violenza: ci chiede di essere non l’uomo retto e onesto che vede steso a terra il ferito e passa oltre, ma il buon Samaritano che si china e se ne prende cura. A terra può esserci nostro cugino, l’amica di una vita o Aliprandi (o Berlusconi…): a noi è chiesto di chinarci, di porgere un sorriso, una mano amica, e rialzare il caduto. Senza giudicarlo, concedendo il silenzio, porgendo compassione e carità.
    E’ Lui che ce lo chiede: “qualunque cosa avrete fatto…l’avrete fatto a me”.
    …Passeremmo oltre se a terra ci fosse Gesù?

    Non sarà con la sopportazione che costruiremo un mondo migliore, ma con la carità. Senza discriminazioni.

  2. agnehalf ha detto:

    Appunto. Non vorrei si fosse capito male: Aliprandi, quantunque orrendo sia (quantunque?), non va lasciato pesto e sanguinolento a terra, in quanto rappresentante (pur pessimo) della razza umana… e destinatario (pur sordo) della buona novella…

    • eh eh...sorpresa!! ha detto:

      Non basta: sono quegli “orrendo” e “pessimo” che ci impediscono di mettere in pratica totalmente l’insegnamento cristiano… Che ci dice di non giudicare, per non essere giudicati.
      “Dov’è odio io porti amore, dov’è errore io porti verità”: la posta in gioco è molto più alta, la richiesta è molto più totalizzante e difficile: la richiesta è di essere capaci, un giorno, di non riuscire nemmeno più a pensare di una persona che sia “orrenda”. Per quanto sia complicato, il germoglio nasce da qui.

      • agnehalf ha detto:

        Memento “mercanti del tempio”…
        GIUSTIZIA, e poi perdono. O prima perdono e poi giustizia, beh insomma, la giustizia da qualche parte c’è.
        E va bene non giudicare, ma allora facciamo fare a tutti quello che gli pare. E il perdono giunge dove lo si desidera, sennò anche Giuda non avrebbe mai fatto la fine che ha fatto.

  3. eh eh...sorpresa!! ha detto:

    Certo che dev’esserci giustizia: ma sappiamo che non spetta a noi farla. Giustizia è ogni volta che la dignità dell’uomo viene riconosciuta interamente, allora possiamo impegnarci su questo…
    E “non giudicare” non significa non avere bene in mente cos’è bene e cos’è male, ma accostarsi ad ogni uomo senza avere già deciso che tipo di uomo sia, con trasparenza: considerare di più la persona e la sua dignità, rispetto a ciò che ha fatto.
    Se Gesù avesse giudicato Giuda non gli avrebbe lasciato fare quel che ha fatto, lo avrebbe allontanato da sè, se ne sarebbe distaccato, rinnegandolo: invece l’ha lasciato libero di agire, ha riconosciuto la sua autodeterminazione, rispettando le sue scelte…fino a donare la vita per quelle scelte.
    (Ma ti prego, prendi tutte queste parole come volontà di crescere insieme nella discussione, e non come volontà di far valere la mia opinione… Non sono nemmeno abbastanza colta da poterti insegnare alcunchè).

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