O patria o muerte

Attenzione: questo articolo contiene dosi massicce del principio attivo amorpatrio; assunto in dosi elevate può causare sonnolenza, acidità di stomaco e nei casi più gravi attacchi di panico. Non somministrare in persone con problemi al senso civico e allergie manifeste alla bandiera italiana.

Ah-ehm. Iniziamo con l’angolo del pediatra. Sapete cos’è il rigurgito neonatale? Avviene nei primi mesi di vita: l’apparato digerente non è ancora abituato all’alimentazione diretta, per cui accade che il bambino rigetti il cibo ingerito.
Eppure il latte materno è quanto di più consigliabile per un pargoletto appena nato. E’ una cosa buona. E’ giusto alimentarlo così. Allora, perché?

Temo che un po’ tutti, in questi giorni, siamo affetti da rigurgito di amor patrio. Unità d’Italia, 150esimo anniversario, grandi discussioni e grandi manifestazioni in tutta Italia.
Per carità, lodevoli. Siamo un popolo che fa festa alla Nazione per il suo compleanno.

il problema di fondo, però, è che dopo il 17 marzo tutti si dimenticheranno della patria. Bim bum bam e la patria non c’è più. L’inno e la bandiera ritorneranno appannaggio dei mondiali di calcio e saremo tutti più contenti. Più sereni. Più tranquilli.

Forse tutto ciò avviene perché l’amor patrio è qualcosa di difficile da dimostrare, forse abbiamo così tante cose da fare che ci dimentichiamo di essere italiani, forse non ci importa più di tanto.

Ma facciamo ora un esperimento mentale, semplice semplice. Se qualcuno ci dice che la nostra casa è una topaia e nostra sorella una zoccola, noi ci incazziamo e rompiamo qualche dente allo zotico di turno.
Però se qualcuno ride in faccia al nostro Presidente del Consiglio e riduce l’Italia a “spaghetti-pizza-mandolino-mafia” nessuno batte ciglio.

Mi sembra già di sentire le reazioni: buuuh, esagerata, idealista fallita, sognatrice!
Ma qualcuno di voi sa indicarmi la differenza tra casa mia e l’Italia? L’Italia non è forse il Paese dove sono cresciuto, dove mi muovo liberamente, dove ovunque vada riconosco qualcosa che sento profondamente mio?
Non siamo forse orgogliosi di essere figli di Dante, Boccaccio, Giotto? Non amiamo forse in maniera viscerale e devota le menti che hanno scritto la nostra Costituzione?
Non siamo fieri di Aldo Moro, Sandro Pertini, Enrico Berlunguer?
Non siamo forse pronti alla morte, quando Italia chiamerà?

Forse no. Ma se non lo siamo, non siamo italiani. Non siamo gli eredi dei santi, dei poeti e dei viaggiatori.
Se non lo siamo, l’Italia è solo un’infima definizione geografica.
Se non lo siamo, domani non scendiamo in piazza a sventolare una bandiera comprata da chi fa bagarinaggio e ne abbasserà il prezzo dal 18 marzo.
Se non lo siamo, noi non siamo cittadini. Siamo turisti. E anche in qualche modo molto maleducati.

Invecemente, se siamo fieri delle cose dette in precedenza… beh, buona festa dell’unità, attìa e a tutta la tua famigghia.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...