Malumore di fine anno

L’anno scorso, ricordo, nel mio tirare le somme dell’anno trascorso commentai “Beh, avrei voluto vedere la fine del governo Berlusconi, non è andata come volevo, ma che tutto andasse così male non me l’aspettavo proprio”.
A questo punto ho paura di scrivere qualsiasi cosa. No, perché se il 2009 è andato male, il 2010 è andato peggio, per cui il 2011 dovrebbe essere catastrofico.
Se c’è una cosa che continua a stupirmi della compagine governativa (e opposizione) italiana è la capacità di trovare sempre nuove stronzate da fare. Ma non solo il capo, no! Tutti!Cioè, il bunga bunga è il meno!

No, perché io capisco. Ne fanno talmente tante che dopo un po’ uno perde anche i conti… vi faccio un riassuntino. Così, random. Le prime cose che mi vengono in mente.

La riforma Gelmini. “Con la Divina Commedia non si mangia”. “Il crollo di Pompei non è colpa mia” (ma certo, nessuno crede che Bondi sia andato a picconare nottetempo la casa del moralista). “La crisi non c’è mai stata” e cinque secondi dopo “Ormai siamo usciti dalla crisi”. Gheddafi. “Napoli sarà libera dai rifiuti” e alla fine dell’anno “C’è chi mi rema contro”. “I bravi studenti stanno a casa a studiare”. “Meglio guardare le belle ragazze che essere gay”. “Berlusconi, io non ti credo” però il cadreghino me lo tengo ben saldo (per il bene dell’Italia, s’intende).

Devo continuare?
Ma la cosa divertente è che poi mi sento dire “ma non puoi rovinarti la vita per colpa del governo”. Eh ma minchia! Non stiamo parlando di un cretino che ti lascia dopo due giorni, di un esame andato male in università, di un amico che ti ha risposto male, di un professore che ti mette i bastoni tra le ruote, di una litigata col marito, di una torta bruciata in forno.
Stiamo parlando dell’Italia, di casa nostra, del luogo in cui viviamo, lavoriamo, diamo il nostro parere, leggiamo, studiamo, ci divertiamo. Del luogo in cui esistiamo! Come faccio a non farmi rovinare la vita da chi mi sta rovinando la vita?!

Comunque non voglio dire nient’altro. A buon intenditor poche parole e io ne ho già sprecate più di 300, secondo il contaparole del mio blog.
Quindi solo una cosa mi sento di dire, riguardo a quest’anno.

GRAZIE

Grazie a tutte le meravigliose persone che in questo desolante panorama ci credono ancora.
Non ci pensiamo mai, ma ci sono degli eroi del quotidiano che fanno cose stupende.

Giornalisti che fanno il loro lavoro.
Politici che si impegnano per la polis (che fino a prova contraria siamo noi, non chissà chi).
Studenti che dicono “domani andrà meglio” e invece di tirare uova leggono in strada le pagine più belle della nostra letteratura.
Madri che vedono il figlio morire nella missione di pace, in prigione, in commissariato, ma resistono, raccontano, conservano il ricordo.
Padri, educatori, maestri che vedono il figlio fare una coglionaggine e non dicono “eh ma di solito è bravo!”, ma sanno ammettere con coraggio le sue e le loro colpe.
Giovani che a 24 anni passano l’intera estate in una tenda in Abruzzo, perché ai terremotati non basta avere una casetta nuova, ma hanno bisogno di volontari vicini e costanti.
Cittadini che non buttano la carta per terra, non perché “non sta bene”, ma perché non c’è virtù piccola o grande, significativa o insignificante, ma perché la civiltà parte da lì.
Arcivescovi che si rimboccano le maniche e che si ricordano che “Cristo era dalla parte dei poveri cristi… appunto”.
Persone normalissime che prima di dare del rincoglionito a chi si è disfato la vita a droghe, alcool e cagate varie pensano “prima lo rimetto in piedi, poi gli faccio capire a manrovesci che è stato un coglione, poi lo aiuto a cambiare”.

Allora, alla fine di quest’anno che per molti versi è andato veramente di *****, mi sento di dire solo una cosa.
E’ pieno il mondo di gente che fa cazzate; ma di costoro solo una percentuale bassissima sa dire “scusa”.
E allora.

Buon anno nuovo a chi sa chiedere scusa, a chi sbaglia e ha il coraggio di cambiare, a chi non ci crede più ma ci spera ancora, a chi è stato tradito ma si fida ancora, a chi preferisce essere onesto e perderci che arricchirsi con l’inganno. Buon anno a chi bada di più al colore del cuore che a quello dei soldi.

E buon anno anche a chi mi perdonerà la sboccatezza di questo intervento, ma come dicono gli inglesi “when it wants, it wants”.

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