Ahi, serva Italia, patria dei coerenti…

Cosa festeggiamo oggi? L’Unità d’Italia? Forse la festa degli alpini… o la festa della Repubblica?
Ma mi faccino in piacere, mi faccino.
 
Allora.
Sono MOLTO calma. Davvero. Ho fatto un respirone zen e ho acceso una bacchettina d’incenso.
Detto questo, parliamo della simpatica manifestazione per la Liberazione (oh toh, ecco cos’era!) di oggi. Giunta fascis-ops, volevo dire, giunta del PdL (il partito dell’ammmore). Invitati presenti: UN alpino, la banda, il prete. Gli unici sani di mente presenti, a parte qualche sparuto rimasuglio di virtù patria sparso tra i cittadini.
Il sindaco inizia a parlare e ricorda, "con sentito affetto" o cose di questo genere, il papà, staffetta partigiana, la mamma e lo zio rifugiato perchè disertore e partigiano. E uno inizia a chiedersi "Ma da chi cazzo ha preso?!"
Poi, quando scopri che intanto il nonno materno -gesto ammirevole, e non lo dico con ironia- ospita l’amico fascista terrorizzato dai gruppi di partigiani che giravano per scovare e far fare una brutta fine –sapete cosa ne penso, vero? Sapete cosa penso dell’assassinio Mussolini, vero? Bien- ai fascisti ancora in giro, capisci: ha preso dall’amico.
Ora.
Per la serie "evviva la coerenza": che CAZZO ci fai iscritto al Pdl mentre ricordi i caduti per la libertà?! Ma si sa, la coerenza non è merce di scambio, in questo paese.
 
Qualcuno, più o meno 150 anni fa, scriveva queste parole. SO che vi suoneranno estranee, ma d’altra parte in questo schifo la storia si studia in qualche modo, quindi pace.
Da secoli siamo calpesti e derisi
perchè non siam popolo, perchè siam divisi.
Raccolgaci un’unica bandiera, una speme!
Di fonderci insieme già l’ora suonò!
 
"Il che non vuol dire non prendere posizione!", esatto, signor sindaco. Sono io la prima a dire che serve una destra. Ma SERIA, per favore, SERIA! Non una destra fascista (o un partito che usa la bandiera come carta igenica)! E diGiamocelo.
 
In tutto ciò, c’è stato qualcosa di bello, in sta manifestazione, tra il sindaco coerentissimo, l’assessora che non sapeva bene cosa ci faceva lì ma il cappotto rosso la faceva risaltare e il vicesindaco assente?
Sì. La banda, che ha suonato melodie che ci hanno -ci: noi pochi che ancora sappiamo cos’è Bella ciao- ricordato cosa dovrebbe essere l’Italia. I nostri vecchietti che c’erano, 65 anni fa, e se lo ricordano bene. Ma si sa, queste storie non hanno spazio, non fanno auditel, non risaltano.
Quindi pazienza. La storia non è magistra di niente che ci riguardi.
 
Tornando a casa, ho dato un’ultima occhiata al monumento ai caduti. Mi si è stretto il cuore. Ho mormorato qualcosa di simile a "Scusate, caduti". Perchè forse non ho fatto abbastanza nemmeno io, per impedire che il 25 Aprile non si festeggiasse più per quello che è.
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