E allora Kant…

 
Fumavi Lacan davanti al Foucault,
due belle Popper e il naso un po’ Camus.
Eri Gentile e io felice di averti Adorno,
ma tu mi hai messo in Croce e or non ci sei più.

La casa vuota, Lassalle deserta,
una scritta sul D’Aquino: "Ciao, io Barthes";
un’Eco nella mente, la tua ombra contro il Moore,
di te mi è rimasto solo un fico Benjamin

Rit. Sarà la logica dell’apparenza

o la dialettica trascendentale
sarà la critica della ragione
o un giudizio conoscitivo
e allora Kant,Kant,Kant,Kant

La situazione ora è un po’ Spinoza,
io non mi Epicuro più,
straparlo, non so più quel che Vico,
est modus in rebus, cogito ergo sum!

Non eri un Hobbes nè un agnello Pascal
e neppure un’inutile pagina da Voltaire.
Amore Constànt, amore Clemente,
un Vattimo di luce nel buio esistente…

 

In onore dell’uomo da cui non si può non prescindere Animoticon e della lezione di oggi… Hasta il correlativismo, siempre!

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