IO sto col Tg1. Coi GIORNALISTI del tg1

Mi era sempre suonata male questa battaglia contro il tg1. Stasera so perchè.
E’ vero che tg più di parte solo quello di Fede, è vero che certe notizie sono presentate con la delicatezza di un bisonte (i bisonti online mi scusino del paragone). Ma il troppo stroppia, vale anche per i giornalisti.
Ieri Augusto "Pirla" Minzolini commentò la manifestazione della Fnsi in linea con la… voce del padrone. Al che, affezionati ascoltatori fecero fondere i centralini subissandoli di proteste: "Non è il modo di presentare una giusta battaglia". Il consiglio di redazione si vide d’accordo, incontrò il benvolere dei giornalisti (quelli intelligenti, s’intende) e così recitarono in tutte le edizioni del tiggì il mea culpa: "Il Tg1 non è giornale di partito e non si schiererà contro una qualsivoglia pacifica manifestazione".
Il pirla suddetto se la fece nei calzoni (detto come si dice) e corse ai ripari: il commento -altamente politico- fu "C’è gente che strilla per la libertà di parola poi guardate cosa fa quando parla qualcuno che ha un parere diverso dal loro".
No, Minzopirla, no: il tuo non era un parere. Era ciò che ti aveva ordinato di dire il padroncino. Peccato che i tuoi giornalisti non siano ancora vermi striscianti come te.
Giornalisti, riprendetevi ciò che è vostro: un tg super partes, serio, critico e soprattutto libero.
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