Dialogo sopra i due massimi sistemi

"Voi m’avete fatto veder questa cosa talmente aperta e sensata, che quando il testo d’Aristotile non fusse in contrario, che apertamente dice, i nervi nascer dal cuore, bisognerebbe per forza confessarla per vera".
 
Siamo arrivati a questo punto. Stiamo ritornando alla vecchia disputa Copernicani-Aristotelici, giusto per dimostrare che la storia non è magistra di proprio niente.
Ora, non vorrei dire, eh.
Ma. MA.
1. Abbiamo stretto amicizia con Gheddafi, che è un dittatore, che ben sappiamo cosa pensa degli immigrati che scappano partendo dalle coste libiche, che abbraccia fraternamente gli assassini rimandati nel suo Paese.
2. Facciamo un’autostrada nel DESERTO che costerà miliardi, mentre la Salerno-Reggio Calabria va a pezzi.
3. Feltri, servo tra i servi, verme strisciante, infanga Dino Boffo e il suo padrone NON GLI DICE NIENTE?! Non lo licenzia?! Aaaah, certo, fidiamoci di uno che CASUALMENTE inizia la sua storia al Giornale come direttore nel ’94. Fidiamoci di uno che si vende, che non ha nemmeno la dignità di trovare un lavoro senza padrone… e non ditemi che poverino deve mantere la famiglia, perchè non è che vada proprio a pulire i cessi, al Giornale (anche se non vedo la differenza… ma va bè).
4. Quegli altri deficenti della Lega, dopo aver espresso con tanta carità cristiana considerazioni sugli immigrati, vanno a sdilinquirsi al Vaticano. COSA?! Aaaah, s’i fosse Papa, allora sarei gioconda, che una bella enciclica versus la Lega scriverei!
 
E s’i fosse Dante, sa che farei?
Scriverei una bella terzina nuova nuova della Divina Commedia, dedicata a chi visse "a compiacer padroni", a chi chiuse gli occhi dinnanzi al grido di tutti i poveri innocenti che stiamo mandando a morte, rompendo impunemente il diritto d’asilo.
 
Ma vi rendete solo MINIMAMENTE conto che ci stiamo macchiando di crimini contro l’umanità che la metà basta?! Eh?!
I discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non sopra un mondo di carta. Quindi aprite gli occhi. Grazie.
Perchè va bene lasciar "pur grattar dov’è la rogna", ma quando la rogna l’attaccano a me che non c’entro, mi girano anche i cinque minuti.
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