9 MaGGio 1978 – 9 MaGGio 2008

Era una notte buia dello stato italiano

quella del 9 maggio ’78…

La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro,

l’alba dei funerali di uno stato.

 

Un anniversario che non vorremmo mai ricordare. Vorremmo non fosse successo niente, che quella sera, mentre si recava alla sede del partito, nessuno avesse fatto saltare in aria Peppino Impastato. Che quella mattina, pronto per firmare l’accordo con Berlinguer, nessuno avesse ucciso la scorta di Aldo Moro, che nessuno quella notte l’avesse lasciato nell’auto in via Caetani crivellato di colpi.

Nomi che non vorremmo più sentire, volti che non vorremmo più vedere.

Frasi che urlano “Restituite un padre alla sua famiglia”, come implorava Paolo VI alle BR.

Due contropoteri, mafia e BR, due storie di odio e violenza, due uomini che avrebbero voluto cambiare pacificamente le cose, due uomini che nessuno ha zittito, nemmeno dopo la loro morte.

Peppino e Aldo sono ancora vivi, sono ancora tra noi, lo saranno sempre fino a che il terrore di quei 55 giorni non sarà dimenticato, fino a che quel grido “conta e cammina!” sarà scolpito nel nostro cuore.

Non dimenticatevi mai di Peppino e Aldo, mai.

Come non dobbiamo dimenticarci mai di tutti i volti innocenti strappati prima che allo Stato alle loro famiglie, ai loro amici, da “uomini” la cui sola ragione è odiare.

 

Ma non parlate di Peppino e di Aldo se non volete. Se dev’essere una cosa dovuta, se “ne parlano tutti me ne ricordo anch’io”. Se non avete aspettato con angoscia questa data per ricordarvi quanto pesano questi 30 anni. Se non ve la sentite di urlare. Soprattutto se fate distinzioni tra violenza mafiosa e violenza di estremisti di sinistra, se non siete pronti a condannare ogni crimine di qualunque parte sia. Se non sentite il cuore pesante. Se non condannate sempre questi atti.

 

Ho letto oggi le parole di un figlio di una vittima di mafia “Preghiamo anche per chi ha ucciso mio padre, perché non siano parole di odio e vendetta, ma di perdono”.

Ed è la cosa più terribile che si possa pensare, la cosa più faticosa di tutte. Perdonare. Perdonare quando non hai più un figlio, un fratello, un marito, un padre.

Eppure è l’unico modo per far scomparire questa violenza.

Peppino era il nipote di un boss mafioso, don Tano Badalamenti, ed ha avuto il coraggio di urlare davanti a casa di suo zio (distante 100 passi da casa Impastato) “Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! IO VOGLIO URLARE!”

Rabbia, ma non una parola conto una persona, ma contro un sistema. Tanto più difficile se l’odio ce l’hai in casa, nelle persone più vicine. Condannare i fatti, perdonare le persone.

 

Ma la tua vita adesso puoi cambiare

solo se sei disposto a camminare

gridando forte senza aver paura,

contando 100 passi lungo la tua strada…

 

 

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7 risposte a 9 MaGGio 1978 – 9 MaGGio 2008

  1. Asdrubale ha detto:

    Ci ricordiamo, ci ricordiamo, e se casomai un giorno ce ne dimenticassimo, tu ce lo ricorderesti! 🙂
    Ma non capisco perchè questo trattamento di favore… Quante persone sono state uccise da brigatisti e mafiosi?
    Perchè citi solo loro due? Ok, è l\’anniversario, però… gli altri morti non sono certo di serie B…

  2. peppe ha detto:

    Complimenti x il Blog..Che l\’ Antimafia e l\’Antifascismo siano sempre al centro dell\’attenzione…
    Un Laico abbraccio

  3. Agnese ha detto:

    Oh Sora Sora!
    Non dimenticatevi mai di Peppino e Aldo, mai.
    Come non dobbiamo dimenticarci mai di tutti i volti innocenti strappati prima che allo Stato alle loro famiglie, ai loro amici, da “uomini” la cui sola ragione è odiare.

  4. LaRa ha detto:

    Ricordarli uno ad uno o ricordarne due non fa molta differenza….il ricordo è solo la quiete prima dell\’azione, o almeno è quello che dovrebbe essere……

  5. Asdrubale ha detto:

    Scusa Peppe… L\’antimafia e l\’antifascismo? Solo loro?
    E chi canta: "La Resistenza ce l\’ha insegnato: uccidere un fascista non è reato" ?
    Sarebbe un canto d\’amore e fratellanza questo?

  6. Agnese ha detto:

    Sora quella è gente pirla! Non puoi rinchiudere in un discutibilissimo slogan tutto quello che ha insegnato la Storia: uccidere è un reato ovunque, fatto da chiunque, per qualunque ragione!

  7. Asdrubale ha detto:

    Eh infatti… quello che dico io! Non ci sono mica i morti di uno e i morti dell\’altro…
     
    P.s.: ma come funziona l\’ora degli interventi sul tuo blog? C\’è una bolla nello spazio-tempo? LOL

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