GRaZie MiLLe.

Beviamoci un caffè dolce compare
il nostro è un viaggio semplice e leggero
sarà altrettanto facile inciampare
succede a chi cammina e guarda il cielo

 

La Rossy qualche giorno fa mi ha chiesto di spiegarle il mio nick. So di essere ermetica e me ne scuso, ma sono sempre pronta per chiarimenti, qualora vogliate.

Un pezzo del mio nick (ora è nella mia frase) era “io VOGLIO essere felice”.

 

A volte si arriva a punti che non vorremmo arrivare. Ci sembra tutto difficile, ingrato, stanco. Ci trasciniamo, più di vivere.

Ecco, quel mio “io VOGLIO” non è una presunzione, non una promessa. È un desiderio, desidero volere, voglio avere voglia, come cantavo quando avevo più fiato e meno problemi e i miei educatori mi portavano ai raduni di a.c.r. con gli altri bambini. Ancora adesso lo faccio, con una consapevolezza in più e un desiderio di mantenere l’innocenza.

 

Desidero volere, dicevo. Desidero voler esser felice, perché posso.

Quando mi lamento perchè qualcosa non va, a volte ho l’idea che mi lamento perché posso farlo. C’è gente che appena apre bocca per dire qualcosa, al limite si becca una frustata in pieno volto.

 

Non sono brava, non sono la migliore, se scrivo queste cose.

È solo un sorriso, un abbraccio che voglio dare a tutti, che non sempre ho e che ritrovo sempre più prezioso.

Non ho smesso di lamentarmi, ma almeno adesso ci penso.

E a volte mi vergogno anche, perché sono una delle persone più fortunate del mondo.

 

Oggi leggevo un’intervista a Lorenzo Monguzzi, il cantante dei Mercanti di Liquore, nella quale diceva che la casa di Marco Paolini è strapiena di quaderni scritti, perché non sopporta il computer.

Ovvio, molto più bella una cosa scritta a mano, ma anche se oggi la scrivo a computer voi la leggerete lo stesso, e magari un po’ più facilmente.

 

Adesso devo dire qualche grazie.

A voi che mi leggete, perché ci siete.

Alla Lara, sì proprio tu, il carattere che ho usato è quello che di solito usi tu, non so se te ne sei mai accorta, ma per i canti di lotta e le canzoni che ci piace ascoltare ho sempre usato quelle. È un modo per dirti grazie.

Alla Uttina, perché mi ha passato tutte le canzoni dei Mercanti. E perché c’è, sempre, anche se distante mi ascolta… e rassicura… e sopporta.

Alla Rossy, che ho citato prima.

Alla Lisa, non posso non pensare a te leggendo dolce compare. Prima di abituarti a compagna, mi chiamavi così. Sei la mia dolce compare da anni, non lo dimenticare.

Ai Mercanti di Liquore. A Lorenzo, con la voce di Fabrizio. A Simone, l’uomo dei cori. A Piero, il re della fisarmonica.

Ai miei amici, alla mia famiglia, a tutti quelli a cui voglio bene. Perché se non ci sareste, io sarei persa. Siete i miei angeli custodi senza ali, alla maniera del Cielo sopra Berlino.

 

Adesso commuovetevi. =P e sorridete.

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2 risposte a GRaZie MiLLe.

  1. Lisa ha detto:

    Non posso che rigirarti un GRAZIE amplificato…
    perché quando entro nel tuo blog trovo sempre una frase che mi parla, che mi fa ringraziare di essere viva;
    perchè vedere il tuo viso tra gli sconosciuti di Milano, mi rende felice e mi fa sentire accolta;
    perché sei la mia Compagna Agne e non ti cambierei con nulla al mondo!!!
    Ti voglio bene! *LiSa*

  2. silvia ha detto:

    alla agne che sorride un bacio
    alla agne fatatosa che affronta le cose un sorriso
    alla agne che impara un buffetto sulla guancia
    alla agne un grazie 🙂
    perchè in un giorno di sole ha aggiunto un raggio in più :*
    utti

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