Dedicato a Uttina…

Basta essere giù! Non ci crediamo più al futuro dell’Italia? Non ci crediamo che possiamo ancora avere il meglio? Un buon governo?
Chi ci crede ancora?
Io ci credo!
E se ci credo io una nella facoltà di filo.
Se ci crede Uttina, una nella facoltà di mate.
E una a Como, e una a Udine, e una a Milano.
E il panettiere, la pensionata, il maestro, il falegname, la commessa, l’operaio.
E il politico non corrotto, e lo sportivo sportivo, e il banchiere onesto.
 
E ce ne sono, ce ne sono!!
La mamma, la nonna, il cugino.
Il parroco, il sindaco, l’assessore.
 
E nelle vie, nelle piazze, nelle case, nelle chiese, nei laboratori, nei negozi, nei musei!!!
 
Bisogna crederci, non piangersi addosso!
E ce la si fa Sorriso
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6 risposte a Dedicato a Uttina…

  1. Matteo ha detto:

    crederci è facile, il difficile e unire queste persone e agire

  2. silvia ha detto:

    in realtà crederci non è così facile :)ma è un enorme passo avantidei disfattisti sono stufa:)

  3. matteo ha detto:

    Ciao Agne… hai perfettamente ragione.. mio cugino ci crede, il mio panettiere ci crede, la mi nonna ci crede, nelle piazze di Milano e Como e Bergamo ci credono… Crediamo in un vero governo, che pensi a noi e ci aiuti a superare le avversità…
    Quindi.. Gianfranco e Umberto… PORTATECI ALLA VITTORIA!!!!

  4. Agnese ha detto:

    Morbi, dopo questa…. -.-

  5. Asdrubale ha detto:

    << … e il politico non corrotto, e lo sportivo sportivo, e il banchiere onesto>>
    Un po\’ come il minotauro o il rigore su couto… Tutte figure mitologiche…

  6. Lisa ha detto:

    Vabbè dai, almeno ora la gente potrebbe (uso il condzionale, MOOOOLTO condizionale) capire che la verità non è nè a destra nè a sinistra-chiaramente Morbi dimostra che in realtà la maggior parte nn ha capito un c***o-; che se vogliamo davvero cambiare dobbiamo mandare TUTTI a casa; che se vogliamo cambiare dobbiamo rimboccarci le maniche e scendere in piazza. Ma soprattutto, se vogliamo DAVVERO cambiare, dobbiamo mettere a tacere l\’informazione che è pronta a farci lavaggi del cervello, dobbiamo spegnere la tv, accendere internet connesso ai nostri cervelli… e da lì, forse potrebbe nascere una nuova Italia. Chissà che questo 2008 non sia il primo passo verso un cambiamento serio e radicale.
    Perchè non sperarci? *LiSa*

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