S. MaRtiNo, GioSuè CaRduCCi

La nebbia agli irti colli
pioviggiando sale
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar.
 
Ma per le vie dei borghi
dal ribollir dei tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.
 
Gira su ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
 
tra le biancastre nubi
stormi d’uccelli neri
com’esuli pensieri
nel vespero migrar.
 
Una delle più belle poesie mai scritte…  l’odore del bosco, il sapore del vino, il profumo della cucina di una volta, il fumo che sale nell’aria tersa di montagna… L’autunno in quattro strofe. Undici Novembre, S. Martino.
 
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Una risposta a S. MaRtiNo, GioSuè CaRduCCi

  1. Lucia ha detto:

    we agnes! alora, como me la spasi qyesta vida? io sono terribilmente delusa dal comportamento di qlcuni dei nostri, giù al liceo, dalle parti del secondo piano……………
    babeuf, che grande quel pollo!!!!!!!
    🙂
    we fatti sentire tesoro!!!!!
    tvtttb lucy

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